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domenica 14 aprile 2013

Scambi Interculturali!




Qualche giorno fa, per l’esattezza giovedì 11 aprile, abbiamo aperto con piacere le porte del nostro laboratorio di cucina a Casa Carbotti ai ragazzi che partecipavano ad uno scambio culturale attraverso Intercultura, la onlus che promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno circa 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese un migliaio di giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.
Nel caso degli ospiti sanvitesi, si trattava di cinque adolescenti provenienti da ogni angolo del globo: Repubblica Dominicana, Slovacchia, Venezuela, Thailandia e Stati Uniti.


Sono arrivati di buonora, accompagnati da alcuni genitori dei ragazzi che li ospitavano e da tre accompagnatori di Intercultura. Li abbiamo accolti con un saluto “ufficiale” e abbiamo raccontato delle varie attività che vengono realizzare in questa sede che ci ospita (sartoria, maglieria, forcella, ricamo, confezionamento cesti, cucina tradizionale ed innovativa).
Siamo poi entrati nel merito del nostro laboratorio di cucina, illustrando gli strumenti e i mezzi che utilizziamo solitamente: abbiamo presentato i vari tipi di farina, quelli che servono per la preparazione della pasta fresca e quelli per il pane, il lievito di birra e il lievito madre da noi prodotto.
Quindi li abbiamo messi alla prova “ con le mani in pasta”: abbiamo impastato e modellato le orecchiette, i maccheroni al ferretto e i fusilli. I ragazzi sono stati molto attenti e si sono dimostrati degli ottimi allievi, come dimostra il vassoio di pasta fresca realizzato con le loro mani!

Siamo quindi passati a preparare l’impasto per la focaccia, per la quale avevamo previsto di realizzare due tipi: quella classica, con pomodoro schiacciato, cipolla, olive, origano e quella margherita con pomodoro, mozzarella e basilico.

Intanto erano già le 11 e abbiamo mandato ad infornare le focacce in un forno a legna, dato che nel nostro piccolo forno elettrico non saremmo mai riusciti a farle stare, erano troppo grandi! 

Nel frattempo che le focacce cuocevano, i ragazzi hanno seguito un mini-corso di intreccio cesti e panieri, nella stanza accanto.
Noi volontarie del corso di cucina, invece, ne abbiamo approfittato per cuocere, in due grandi pentole, orecchiette e maccheroni che abbiamo quindi condito con un sugo di pomodoro e basilico rigorosamente biologici e abbiamo cosparso con abbondante cacioricotta. 


Abbiamo impiattato il tutto in ciotole e sperlunghe di terracotta di Grottaglie e nel frattempo avevamo allestito una meravigliosa tavolata quadrata grande quanto tutta la stanza. Le sperlunghe sono state posizionate in tavola tra gli applausi entusiasti dei ragazzi, che ci hanno confessato che sarebbero rimasti ancora volentieri a lavorare con gli impasti: erano davvero entusiasti!

In men che non si dica hanno letteralmente divorato quasi tutto quello che era in tavola e non la finivano più di elogiare profumi e sapori!
E poi, dulcis in fundo, abbiamo tirato fuori tre vassoiate di dolci tradizionali (paste al latte col gilleppe, pasti cu l’ovi, pasta reale, pasta di mandorle, frollini) e muffins alla vaniglia e cioccolato farciti e decorati con creme varie e farfalle e fiori di pasta reale multicolore.


Un trionfo con il quale abbiamo concluso questa splendida esperienza: alle 15 i ragazzi sono andati via lasciandoci con baci e abbracci e tanta gioia. 





W gli scambi internazionali!!!

domenica 10 febbraio 2013

Grano arso e colori alla riscossa!







Orecchiette di grano arso con le cime di rape!

In tempi ormai remoti, quando il grano si mieteva a mano, le stoppie venivano bruciate e di chicchi, pochi, caduti a terra, si bruciacchiavano anch’essi: i latifondisti, magnanimi, concedevano ai contadini il privilegio di raccogliere questi chicchi e di tenerli per sé. I chicchi, macinati, davano come risultato una farina decisamente più scura di quella tradizionale, che serviva per preparare vari tipi di pasta e focacce. È questa l’origine della “farina di grano arso”, recentemente tornato alla ribalta in cucina: quella odierna è una farina diversa dal passato, essendo quella derivata da chicchi bruciati potenzialmente cancerogena; pertanto oggi si tratta semplicemente di grano tostato al punto giusto per ottenere il tipico sentore di affumicato. Per far risaltare il caratteristico gusto di questa pasta è opportuno abbinarla a condimenti dal sapore delicato.  

Vari tipi di farina...

Uno degli allievi che impasta...
Mica male eh!
La pasta si ottiene nel solito modo, cioè impastando farina, acqua e un po’ di sale; il pane miscelando farina, acqua tiepida, lievito e sale. Una sola avvertenza: bisogna miscelare due parti di farina di grano duro o tenero con una parte di farina di grano arso, per ottenere la giusta quantità di glutine.
Nel nostro laboratorio di cucina a Casa Carbotti, abbiamo preparato le orecchiette di grano arso e le abbiamo condite nella maniera più tradizionale, con le cime di rape.
Ovviamente ci siamo dilettati anche nella preparazione della pasta all'uovo tradizionale, in versione tagliatelle e fusilli. 


E siamo andati oltre nella lezione successiva con la “pasta all’uovo colorata”, peraltro molto adatta al carnevale! Il giallo ottenuto aggiungendo lo zafferano, il nero col nero di seppia il verde con un passato di bietole, il rosso con il concentrato di pomodoro, il rosa con un passato di rape rosse, il marrone con il cacao. Ovviamente questa pasta colorata può prendere tutte le forme tradizionali della pasta all’uovo, la cosa più divertente è che è un bel colpo d’occhio nel piatto. I cavatelli, ad esempio, li abbiamo poi conditi con un ragù di carciofi e pancetta. 



La cosa fantastica è stato vedere come anche i maschietti abbiano imparato a lavorare l’impasto e a dargli forma!