sabato 8 settembre 2012

Pomodori secchi sott’olio.



Approfitto di questa bella giornata ventosa per completare il lavoro del caldo sole estivo sui pomodori del mio orto, messi a seccare sulle “lettiere” di canne nelle scorse settimane.
Un profumo di aceto ha invaso la mia cucina…
Eccovi la ricetta per la preparazione di questa prelibatezza!

       Ingredienti:  
       - Pomodori San Marzano maturi al punto giusto;
       - Sale.

-   
 

Lavare ed asciugare i pomodori; tagliarli a metà lasciando le due parti unite alla base.
Sistemare i pomodori su un graticcio (“littera”), cospargerli di sale in abbondanza e lasciare essiccare al sole, coperti con un velo.
La notte metterli al coperto, al riparo dall’umidità.
Dopo due o tre giorni girare i pomodori: in genere dopo 5-6 giorni saranno secchi (se il sole, ossia la temperatura è alta, come solitamente è nei mesi di luglio e agosto).
Si possono conservare così in un sacchetto di carta e utilizzarli mano a mano che serviranno: nel qual caso lavarli prima con l’acqua bollente, scolarli e poi sbollentarli per due minuti in acqua e aceto (al 50%) bollenti. Quindi scolarli, sistemarli su un telo e farli asciugare per 4-5 ore. Dopo di che sistemarli a strati nei vasi di vetro, dopo averli immersi nell’olio, per assicurarsi che l’olio bagni ogni parte dell’ortaggio. Fare quindi uno strato di pomodori, un po’ di olio, peperoncino, basilico, aglio, capperi e continuare così fino a riempire il vasetto. Coprire con olio e conservare dopo aver schiacciato il tutto con un pressino, oppure sterilizzare a bagnomaria per 20 minuti.
Consumare dopo circa 30 giorni.

venerdì 7 settembre 2012

I fichi secchi!


Settembre, l'estate che sta per finire, gli ultimi frutti estivi e i primi autunnali...
Ecco allora una ricetta che riporta indietro nel tempo, alla nostra tradizione contadina, quando a fare da succedaneo del cioccolato erano i fichi secchi: io li produco tutti gli anni, mantenendo viva questa consuetudine antica, raccogliendo i fichi dagli alberi del mio giardino e facendoli essiccare al caldo sole del sud...

 FICHI SECCHI
Per questo genere di preparazione è necessario usare fichi della qualità bianchi all’interno(da noi, nel brindisino, detti “VIANCULEDDI”).
Quando il frutto è maturo (AGLI INIZI DEL MESE DI AGOSTO) lo si stacca dai rami dell’albero con molta delicatezza e poi lo si taglia a metà dalla parte del picciolo lasciandolo attaccato dall’altro polo e lo si sistema su un graticcio (LITTERA) di canne ad essiccare.
Dopo 2-3 giorni lo si gira e si lascia essiccare dall’altro lato.
Quando i fichi sono belli asciutti si possono utilizzare per farcirli o per altre preparazioni.






FICHI SECCHI CON LE MANDORLE
Ingredienti:
-                     Kg. 1 di fichi secchi
-                     300 g. di mandorle spellate e tostate
-                     la buccia grattugiata di 2-3 limoni freschi
-                     alcune foglie di alloro, di limone e di arancio
-                     semi essiccati di finocchio selvatico

Lavare i fichi secchi in acqua bollente e poi farli asciugare per bene al sole.
Con le mani “aprire” e stendere i lembi dei fichi ; sistemare su ogni metà una mandorla intera e un po’ del limone grattugiato.
Coprire con un altro fico e pressare per bene con le mani in modo che le due parti si attacchino perfettamente.
Disporre i fichi, mano a mano che si preparano, sulla leccarda del forno (o su una qualsiasi teglia da forno) leggermente accavallati.
Cuocerli in forno già caldo a 110-120° per 15-20 minuti e poi spegnere il fuoco e far raffreddare il tutto. Ripetere l’operazione sopra descritta per 2-3 volte avendo l’accortezza di girare i fichi sull’altro lato, fino alla completa doratura.
Riporli bollenti in vasetti di vetro pigiandoli per bene e sistemando a strati le foglie degli agrumi e dell’alloro fresche . Cospargere il tutto con i semi di finocchio.

*I fichi secchi farciti singolarmente possono essere usati anche per preparare le “IETTE” (specie di triangoli ottenuti infilzando su stecche di canna o su stecchini lunghi i fichi dopo la farcitura e prima di cuocerli).


** Volendo i fichi così composti possono essere ricoperti di cioccolato fondente, oppure immersi nel rum (o altro liquore a piacere) e lasciati macerare per almeno 40 giorni.

mercoledì 22 agosto 2012

Pasticci di fine estate...

A proposito di km 0, questa estate è stata davvero munifica di frutta e verdura, e quest'ultimo periodo di agosto non è da meno: proprio stamattina, infatti, ho raccolto direttamente dagli alberi del mio orto un buon quantitativo di prugne, pere e mele, ed ho deciso di utilizzare le ultime per realizzare due strudel.









Ed eccoli qui, infine, i risultati:




domenica 1 aprile 2012

Arriva la Pasqua!



Già da qualche giorno, sentendo nell'aria un certo "friccico" primaverile, ho pensato bene di iniziare in anticipo la preparazione in vista per la Pasqua, partendo dall'addobbo della mia casa.
Adesso, ad una settimana dalla festività, ho iniziato a realizzare dei "animaletti" in pasta reale: una colomba, un agnellino, un coniglietto...


giovedì 1 dicembre 2011

Casa Carbotti e i dolci della tradizione natalizia.



“Buccuncini”, taralli dolci, “pulaneti”, “pasti ti latti o ti la zita”…
Sono queste le specialità che, ieri pomeriggio, hanno tenuto impegnati i collaboratori del corso di cucina di Casa Carbotti.
Due gli impasti utilizzati: uno a base di farina, olio sfumato con l’aggiunta di bucce di agrumi e spezie (garofano e cannella), ammoniaca, latte e vino.
Con questo primo impasto abbiamo realizzato “li buccuncini”, delle specie di mezzelune farcite con marmellata di melacotogne, frutta secca e qualche cucchiaiata di semola,
Poi “li pulaneti”, una sorta di cestini farciti con marmellata e frutta secca; poi i tarallini dolci, detti anche “occhi di santa Lucia”.
Buccuncini e tarallini saranno poi glassati con il “gilleppe”, glassa a base di zucchero e acqua fatta bollire fino alla temperatura di 120-121 gradi.
L’altro impasto, a base di farina, olio d’oliva, uova, zucchero, sale, latte, è stati usato per modellare “li pasti ti latti o ti la zita” (dette così perché si preparavano in occasione dei matrimoni a simboleggiare, con il loro candore, la purezza della sposa), che saranno anch’esse glassate col gileppe.













Ricetta
Impasto per le “paste al latte” o “pasti ti la zita”

1 kg di farina
300 gr. di zucchero semolato
1 pizzico di sale
200 gr. di olio d’oliva
30 gr. di ammoniaca (o 20 gr. di ammoniaca più una bustina di lievito per dolci)
3 uova
latte (q.b. ad ottenere un impasto di media consistenza)

Disporre la farina su una spianatoia, mescolandola con lo zucchero semolato e il sale.
Aggiungere l’ammoniaca sciolta in un po’ di latte tiepido, l’olio d’oliva, le uova e tanto latte quanto basta ad ottenere un impasto di media consistenza.
Ricavare dei cilindri di pasta dello spessore di un dito indice e ritagliare dei tozzetti lunghi 3-4 cm.
Disporli su una teglia foderata con la carta forno e cuocerli in forno caldo a 170-175 gradi fino a doratura completa.
Se si vuole, si possono ricavare dei cilindri di 10 cm e si otterranno dei fantastici biscotti per la prima colazione!