sabato 19 aprile 2014

Buccuncini...e buona Pasqua!



Succede che qualche giorno fa mi scrive in posta, sulla mi pagina Facebook una nostra concittadina, Maria, che mi dice di aver fatto una ricerca online per trovare la ricetta dei "buccuncini" perché voleva fare una sorpresa ai suoi genitori senza chiedere nulla alla madre, ormai troppo stanca per mettere le mani in pasta.
Mi chiede se per caso posso fargliela avere e il giorno dopo gliela invio, con tanti auguri di buone feste e sperando che le riuscissero bene.
Poco fa mi arriva una foto dei dolci realizzati da Maria, che con gioia mi dice di essere riuscita a realizzarli e in effetti mi pare di vedere che le sono venuti molto bene! 
Allora come regalo di Pasqua, condivido questa ricetta con tutti voi!


I "buccuncini" realizzati da Maria.


Ingredienti: 1 kg di farina 00; 250 gr. di olio di oliva; bucce di limone ed arancia (a piacere); un pizzico di cannella; qualche chiodo di garofano; 150 gr. di zucchero; 1 uovo; vino bianco quanto basta; 20 gr. di ammoniaca (o lievito per dolci); un pizzico di sale; confettura di melecotogne o altro; 100 gr. di frutta secca mista tritata; 2 cucchiai di farina di semola.

Procedimento: disporre la farina a fontana sulla spianatoia; unire lo zucchero, il sale, l’uovo e un po’ di vino bianco. Intanto scaldare l’olio d’oliva con le scorze di limone, arancia e le spezie e appena comincia a “fumare” colare il tutto e unire l’olio alla farina. Impastare gli ingredienti amalgamandoli per bene. lavorare fino ad ottenere un impasto sodo e omogeneo. Fare riposare l’impasto per 15-20 minuti coperto con un canovaccio. Stendere la pasta sulla spianatoia infarinata allo spessore di 2-3 millimetri. Ritagliare tanti dischi del diametro di 8-10 cm con un tagliapasta tondo. Porre al centro di ciascun disco un cucchiaino di confettura mescolata con frutta secca e un paio di cucchiai di semola. Richiudere i dischi di pasta a mezzaluna e sigillare i bordi rifilandoli con la rotella dentata. Sistemare i bocconcini su una teglia rivestita di carta forno e cuocere a 180° per 20 minuti circa.
Per la glassa occorrono un kilo di zucchero e 250 gr. di acqua da far bollire insieme fino a quando, prendendone una goccia tra pollice e indice, si forma un filo continuo. Immergere i bocconcini e farli asciugare.

Buona Pasqua a tutti!

domenica 9 febbraio 2014

Compleanno con sorpresa!




Hanno tramato alle mie spalle, hanno cercato conniventi, chi facesse loro da palo, chi mi facesse credere altro…e alla fine…mi hanno fatto la festa… Ma no, che pensate, una festa vera, con tanto di sorpresa, cena di sole donne, torta e anche il regalo di compleanno!
Le ragazze del laboratorio di cucina di Casa Carbotti si sono rivelate delle perfette macchine da guerra organizzativa e sono riuscite, complici mio marito e mia figlia, a farmi una delle sorprese più belle della mia vita, arrivando in serata a casa mia tutte insieme per portarmi a cena fuori, quando ormai pensavo che si fossero dimenticate del mio compleanno.


È scattato subito il momento poesia, declamata come sempre dalla brava Vituccia, per la quale ogni spunto è buono per imbastire dei versi anche in rima.
Poi ci siamo deliziati con una abbondante quantità di antipasti e pizza: un’allegra tavolata di donne unite dalla passione per la cucina e la sperimentazione in tavola.


Al taglio della torta è seguito il momento regalo: un grande portafogli che spero di riempire bene! 

Voglio ringraziarle tutte per avermi fatto passare una serata indimenticabile e per tutta l’attenzione e cura che hanno avuto nei miei confronti, sia le presenti che le assenti per i più svariati motivi: a tutte loro un grazie di cuore!!!




sabato 25 gennaio 2014

Laboratorio di cucina per bambini: ricominciamo!!




Dopo il successo e le grandi soddisfazioni della passata edizione del laboratorio di cucina per bambini, conclusasi in gloria con il grande buffet pubblico realizzato per il FoodRevolution Day (con il supporto dei panifici e pasticcerie locali), sono riprese ieri le attività dedicate ai bambini dai 5 ai 10 anni: un gruppetto di 10 bimbi, cinque dei quali avevano già frequentato la passata edizione e cinque new entry, si sono presentati alle 16,30 a Casa Carbotti muniti di grembiulino e cuffietta, per mettere le mani in pasta!
Il programma di questa edizione punta tutto sul salato: pasta fresca, pane e focacce sono i prodotti che affronteremo insieme, ovviamente a portata di bambino. La cosa più interessante è che tutti i giovani cuochi si sono già rivelati molto abili, oltre che interessati e curiosi: hanno fatto un sacco di domande sulle farine, sulle percentuali degli ingredienti e hanno dimostrato una buona manualità che deriva soprattutto dall'osservazione di nonne e mamme in azione!


Alla fine delle due ore avevano realizzato, con i 100 gr. di impasto che ciascuno aveva fatto, ben 9 vassoi colmi di strascinate e sagne che hanno portato a casa: un po’ rudimentali ancora, ma promettono decisamente bene!


Come premio per il loro impegno ho offerto a tutti i muffins alla mela, al cioccolato e all’arancia che avevo preparato appositamente ieri: in versione mini erano carinissimi e adatti alla situazione.


Il percorso continua il prossimo venerdì, sempre dalle 16,30 alle 18,30: vi aspetto!

lunedì 20 gennaio 2014

Una giornata mancina!


Con Flavia: sos pittule!

Mi sveglio col piede sinistro, quello giusto” canta Morgan…e con questa colonna sonora perfettamente a tema è iniziata questa giornata: un po’ prestino in realtà, ma c’era da raggiungere Bari e più precisamente l’Istituto Alberghiero Majorana, da qualche giorno trasformato nel set di uno dei ricettari più innovativi del vasto e brulicante mondo del food.
Si tratta di Cucina Mancina, startup del mangiare differente, dedicata soprattutto a chi si può definire un “mancino alimentare” (vuoi per allergie, intolleranze, piuttosto che per scelte di vita, come vegetariani o vegani) lanciata un anno e mezzo fa circa da Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, giovanissime imprenditrici pugliesi, decisamente creative e polivalenti.
Le due ragazze hanno realizzato una piattaforma multimediale nella quale chiunque abbia delle necessità alimentari particolari può trovare ricette, indirizzi di negozi nei quali acquistare prodotti specifici, ristoranti attenti ad un pubblico mancino appunto. E alla quale collaborano molti blogger che si alternano nel pubblicare ricette e che sono stati coinvolti nella realizzazione di questo Ricettario Mediterraneo-mancino, iniziativa di promozione della dieta mediterranea di UnionCamere Puglia: sarà una pubblicazione cartacea e digitale in italiano ed inglese che sarà distribuita a livello nazionale e internazionale attraverso le principali fiere di food e le maggiori librerie digitali.
Con la loro energia luminosa hanno invaso l’istituto alberghiero, si sono fatte “prestare” alcuni studenti volenterosi e in questi giorni stanno cucinando e scattando foto, scattando foto e cucinando.
Questa mattina sono arrivata con la mia busta della spesa contenente gli ingredienti necessari per realizzare le mie due ricette mancine, che per tutti prevedevano una rivisitazione di una ricetta tipica pugliese in chiave mancina ed una proposta originale basata sui prodotti tipici pugliesi.
Avendo acquisito negli anni passati una buona esperienza nel settore (causa intolleranza momentanea in famiglia), ho proposto le frise in versione gluten free, bianche e integrali; inoltre uno dei miei cavalli di battaglia estivi, lo sformato mediterraneo. Ovviamente non vi svelo altro, per non rovinare la sorpresa che avrete quando il ricettario sarà pubblicato! 

Con uno degli allievi dell'alberghiero.
Arrivando in cucina mi sono ritrovata inoltre a dare una mano alla realizzazione di un piatto proposto da un’altra cuoca mancina che non aveva potuto prendere parte alla mattinata, per cui ho fritto le pittule di borragine e alici a cui abbiamo perfino abbinato un sorso di birra biologica realizzata dagli allievi del Majorana, che ci stava su che era una meraviglia…!
Friggi, affetta, impiatta, decora, sforna, sforma, taglia…mmm…profumi, colori, odori… tovagliette, scodelle, taglieri, piatti, bicchieri, Lorenza che sale e scende dalla scala per fotografare in ogni angolatura tutti i dettagli delle pietanze, Flavia che fa la spola tra il set e la cucina…in men che non si dica era già ora di pranzo e di rientrare…
Due cose sicuramente mi rimarranno impresse: una è che non si finisce mai di imparare, anche quando si è adulti; l’altra è che il mondo va guardato con un’ottica positiva, e le “lenti” di Flavia e Lorenza hanno saputo trasformare dei piatti più o meno semplici in piccoli miracoli di colori oltre che di sapori.
In attesa della pubblicazione del ricettario, un grazie a queste energiche ed intraprendenti ragazze pugliesi!

sabato 14 dicembre 2013

Mandorle, che passione!




Da ormai un paio di settimane i nostri appuntamenti del laboratorio di cucina a Casa Carbotti sono focalizzati sul Natale e sui dolci tipici di questa festività: tra questi un peso rilevante rivestono i dolci a base di mandorle, prodotto tipico della campagna pugliese, che permette di realizzarne varie tipologie.
Grande successo hanno quelli che definiamo “croccanti”, diffusi un po’ in differenti varianti su tutto il territorio nazionale (cantucci a Siena).

Ingredienti: 1 kg di farina 00, 750 gr. di mandorle spellate e abbrustolite, 450 gr. di zucchero, 9 cucchiai di olio, la scorza di un limone grattugiata, 3 bustine di lievito Paneangeli, uova quante ne assorbe l’impasto.

Su una spianatoia mescolare la farina con lo zucchero, aggiungere il lievito e la buccia grattugiata del limone. Fare la fontana e versarvi al centro l’olio e tante uova quante ne occorrono per avere un impasto di media consistenza, aggiungere, infine, le mandorle abbrustolite, lasciate intere o tritate grossolanamente col mattarello. 


Con l’impasto ottenuto fare dei rotoli lunghi quanto la teglia in cui si andranno a cuocere e spessi 2 cm. e mezzo. 

Spennellare con l’uovo battuto e far cuocere per 20-25 minuti a 170-180°. Tirare fuori dal forno, far raffreddare e tagliare a tocchetti spessi 1cm. e mezzo-2cm e far tostare in forno.



mercoledì 20 novembre 2013

Tempo di dolci sospiri...


Sarà perché l'estate è ormai un ricordo, che l'autunno è arrivato anche qui, che le giornate sono buie e uggiose... ad ogni modo noi abbiamo deciso di "investire sul dolce”, per cui anche l'ultimo incontro del laboratorio di cucina è stato interamente dedicato alla pasticceria.
Completata la sezione meringhe e macarons, ci siamo date ai... sospiri!
Detti anche "Dolce della Sposa", erano in passato sempre presenti nei matrimoni e la loro origine è quanto mai misteriosa ed i racconti fantasiosi : di sicuro c’è che sono tipici di Bisceglie e che da lì si sono diffusi in tutta la regione.
Piccoli e con un cuore morbido, sono uno sfizio impagabile per i golosi, e non solo…!
Ecco come si preparano, quindi:

Ingredienti: 3 uova, 3 cucchiai colmi di zucchero semolato, 3 cucchiai colmi di farina, una bustina di vanillina o un po’di buccia di limone grattugiata, un pizzico di sale.

Separare i tuorli dagli albumi, montare i bianchi con un po’ di sale e i tuorli con lo zucchero.
Aggiungere ai tuorli montati la farina e la vanillina setacciate insieme ed incorporarle al composto con l’aiuto di una spatola, muovendo la massa dal basso verso l’alto.
Infine incorporarvi i bianchi montati a neve.
Versare il composto in pirotti di carta di media grandezza, riempiendoli per 2/3 e infornare i dolcetti a 150° per 15 minuti fino a doratura completa.
Far raffreddare i dolcetti, liberarli dal pirottino, tagliare la calotta superiore: bagnare la parte inferiore con una bagna a piacere (dall’alchermes al limoncello, caffè, etc); farcirla con una crema a piacere, riposizionare sopra la calottina e cospargere il tutto con una cucchiaiata di glassa allo zucchero (“gilleppe”).
Decorarli con una ciliegia candita (o altra frutta) e dei ghirigori o una grata di cioccolato fondente.







Per la glassa allo zucchero (qui detta “gilleppe”):

Ingredienti: 1 kg di zucchero semolato, 250-300 ml di acqua

In una casseruola dai bordi alti versare lo zucchero e coprirlo con l’acqua a filo.
Portare a bollore lo sciroppo fino a quanto raggiunge la temperatura di 120-121°, o prenderne una goccia da un cucchiaino tra il pollice e l’indice e, allargando le due dita, osservare se forma un filo continuo: questo è il segno che il gilleppe è pronto per essere usato.
Versarne un po’ in una ciotola e lavorarlo finché diventa bianco. A questo punto versarlo sui pasticcini e farlo raffreddare.


Uno tira l'altro, ve lo assicuriamo!!!